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La fine di un percorso

Tutte le declinazioni di "Stampare" step#25

All'interno di questo blog è stato studiato il verbo "stampare", partendo ovviamente dall'etimologia del verbo e delineandolo in diverse lingue. Il verbo però nasce dal sostantivo "stampa" sia etimologicamente che storicamente infatti la storia della stampa inizia nel 600 d.C in Cina. Ma andando ancora di più in fondo, possiamo delineare il fattore primo di "stampare" cioè la scrittura, su cui i popoli antichi delinearono una vera e propria mitologia.
Se immaginassimo una linea del tempo dove porre gli avvenimenti più importanti riguardo il mondo dello "stampare avremo il Medioevo( 1 e 2), che godrà per un lasso di tempo veramente breve della stampa a caratteri mobili di Gutenberg, che sarà utilizzata da Martin Lutero per la diffusione delle sue 95 tesi, poi avremo il Settecento, in cui sono presenti anche delle riforme legislative che riconoscono la proprietà intellettuale dei libri, e che inoltre è il secolo dell'invenzione di Robert, ovvero "la macchina continua", che aumentò la produzione della carta, materiale essenziale per la produzione di massa, grazie al suo basso costo e alla sua alta reperibilità. In seguito avremo nell'Ottocento alcune delle invenzioni più importanti della storia della stampa, come la linotype di Ottmar Mergenthaler, o la cromolitografia; mentre nel Novecento ci saranno situazioni che costringeranno la stampa a diventare mezzo di propaganda, e quindi si svilupperanno macchine che faranno crollare i costi di stampa, come la stampante offset, e la più importante, la stampante a stampa digitale (di cui abbiamo molti esempi anche nelle pubblicità), che ha rivoluzionato il modo di stampare, infatti le stampanti adesso riescono a ricevere le nostre richieste di stampa con un click dal nostro smartphone grazie alle nuove tecnologie, come quella Bluetooth o quella WI-FI, inoltre hanno un sistema di stampa ad alta precisione (grazie alla tecnologia laser), che è abbinato ad un grande studio dell'elettromagnetismo.
Nell'età contemporanea la stampa ha subito un duro colpo come il caso di Charlie Hebdo, però è anche stata utile durante l'epidemia del Covid-19, e inoltre sono state inventate  macchine capaci di stampare su tre dimensioni invece che su due, le Stampanti 3D, che vengono usate anche nell'ambito medico. Il passo successivo sarebbe quello della Stampante 4D (di cui nel blog ho creato anche un possibile volantino pubblicitario), capace di stampare anche lungo la dimensione del tempo; inoltre ci sono sviluppatori che creano nuovi brevetti per migliorare continuamente l'esperienza di stampa come quello per utilizzare meno inchiostro.
Il verbo è anche presente nel mondo letterario, sia nella prosa come per esempio nell'opera "Fahrenheit 451", di Ray Bradbury, scritto durante la Guerra Fredda, sia nella poesia, in cui viene utilizzata con il significato di "imprimere" da Petrarca nel suo sonetto "Solo e pensoso", sia da Manzoni nel suo "Il Cinque Maggio"; troviamo anche la stampa in alcune opere pittoriche, come nella raffigurazione prodotta da La Taviernier raffigurante Jean Miélot. Troviamo il verbo come fautore di serie TV o programmi televisivi, uno di questi è "La signora in giallo", dove la protagonista è una scrittrice.
Infine nel blog è presente un abbecedario che colleziona tutti i termini che girano intorno al verbo, una mappa concettuale, che riassume anch'essa il blog, e un disegno che raffigura l'azione di stampa.

Un'invenzione futura

La stampante 4D step#22

Possibile configurazione esterna
della stampante 4D.
Molte volte andando in soffitta o frugando in vecchi scatoloni, troviamo vecchi oggetti, come giocattoli della nostra infanzia, o vecchi fumetti o libri; ovviamente il tempo scorre anche su di loro, e probabilmente li troveremo molto consumati e saremo quasi costretti a "sbarazzarcene", ma non sarebbe bello se potessimo riportarli a come li ricordavamo? Magari poterli regalare ai nostri figli, o nipoti, in modo che un nostro ricordo diventi anche un loro?
Questo è possibile grazie alla nuova stampante 4D, capace di manipolare la quarta dimensione, il tempo. La stampante è formata da una scocca esterna metallica, mentre all'interno è costituito da polimeri plastici che permettono l'isolamento elettrico e magnetico, all'esterno è presente uno slot per inserire una bobina di materiale, e inoltre sempre all'esterno è presente uno schermo touchscreen che ha anche una tastiera.
Esempio di campo magnetico:
campo magnetico terrestre.
La stampante è capace di creare un campo magnetico in grado di creare un vuoto attorno all'oggetto. Il vuoto intorno permette all'oggetto di fluttuare(è più facile da manipolare), perché creeremo una seconda gravità dentro il nostro magnetico impostata ovviamente a zero. Ora ciò che farà la nostra macchina sarà quello di accelerare le particelle dell'oggetto, ma esse mi muoveranno tutte contemporaneamente, in modo che l'oggetto cominci a traslare nel vuoto. Il movimento traslatorio si trasformerà in rotatorio, poiché il vuoto sarà come un vincolo per il nostro oggetto. Il moto rotatorio sarà fatto in senso antiorario, e al grave sarà somministrata un'energia in modo che esso possa raggiungere velocemente la velocità della luce. Come sappiamo dalla relatività, la luce è in grado di percorrere la quarta dimensione in vari sensi, noi glielo faremo percorrere in quello che a noi interessa ovvero all'indietro. Il grave quindi si troverà a percorrere il tempo(possiamo selezionare gli anni di cui mandarlo indietro), ma lo spazio circostante ad esso non verrà perturbato, grazie sempre alla presenza del vuoto che lo isola, e grazie ancora ad esso non viaggerà nello spazio(spazio e tempo sono dimensioni legate, infatti un oggetto quando trasla nel tempo, lo farà anche nello spazio).
\Delta t'=\gamma \,\Delta t={\frac {\Delta t}{\sqrt {1-{\frac {v^{2}}{c^{2}}}}}}\,
formula che lega il tempo alla velocità
della luce, fonte wikipedia.
Delta t' indica il tempo nel sistema
che si muove alla velocità della luce
Ma per oggetti a cui mancano parti? Se si hanno ancora con se le parti mancanti (tipo una tazza rotta), inserite insieme, le particelle si "cercheranno", e autonomamente l'oggetto si ricostruirà, in altri casi basta importare un progetto dell'oggetto, tramite internet, o l'applicazione affiliata(in cui si può anche disegnare tramite penna touch), e una bobina del materiale da utilizzare, come si fa nelle stampante 3D.
La macchina consuma un numero discreto di energia elettrica per compiere il processo, e inoltre in grado di utilizzare parzialmente l'energia fotovoltaica grazie a dei pannelli posti in alcuni scompartimenti a binario (come quelli di una cassettiera), ma la batteria dedicata ad essi è "piccola"
(cioè non è abbastanza per portare un oggetto indietro nel tempo di tempi come un anno), per necessità: una batteria più grande avrebbe ostacolato il campo magnetico.

Il materiale della stampa

La carta step#20

Immagine che illustra la
produzione della carta
 nell'antica Cina.
Durante la storia della stampa, i brevetti sono sempre stati inventati per necessità, che poteva essere l'abbassamento dei costi di produzione, e/o l'incremento della produzione. Ma le invenzioni sono state incentrate sia su come stampare che su dove stampare. 
Inizialmente la scrittura avveniva su fogli di papiro(da qui proviene la parola anglosassone "paper", quella spagnola "papel" e quella sia francese che tedesca "papier", tutte significano "carta"),che però in Europa ebbero vita breve(mentre furono ancora utilizzati nelle regioni con clima tropicali), poiché vennero sostituiti dalle pergamene, ottenute dalla lavorazione delle pelli animali. In oriente invece veniva utilizzato il bambù, che venne in un primo momento sostituito dalla seta, ma era troppo costosa, e quindi nel 105, secondo la tradizione, l'ufficiale di corte Cai Lun inventò dalla lavorazione della corteccia la carta. Molti popoli vennero a contatto con il nuovo materiale, ma nessuno di loro capiva realmente come veniva prodotta e il popolo cinese si impegnò a mantenere il segreto.
Per circa 500 anni soltanto il popolo cinese conobbe il segreto della lavorazione della corteccia.
Le cosiddette "chips di legno".
In Europa la carta fu importata dagli arabi, che nel 751 dopo la Battaglia del Talas avevano preso come ostaggio diversi lavoratori di carta cinesi, e così ebbero l'opportunità di avviare una loro produzione di carta. Secondo le testimonianze di alcuni viaggiatori, la prima città europea in cui era presente la carta era Palermo, capitale della Sicilia islamica, ed alcuni studiosi, tramite i loro studi, hanno dimostrato la veridicità di tali testimonianze. 
L'arte si espanse in tutta Europa dopo l'invenzione di Gutenberg (la stampa a caratteri mobili), che incentivò l'apertura di nuove fabbriche cartiere. Da quel momento(1500 circa) in poi , si sono prodotte numerose macchine capaci di produrre sempre di più e sempre meglio, un esempio fu quella di Robert, la prima macchina continua per la produzione della carta.
Visualizza immagine di origine
Cartiere Miliani Fabriano, la più
antica cartiera italiana, nata  nel 1782,
 dall'unione di più fabbriche
presenti sul territorio.
Ma la produzione della carta divenne veramente una produzione di massa quando si sperimentò un nuovo materiale da cui produrla, la pasta di legno(materiale che si usa tutt'ora) materiale economico che è formato per la gran maggioranza da cellulosa e lignina. La pasta viene inizialmente sbriciolata e trattata con sostanze chimiche al fine di "sbiancarla",poi viene "filata" per dare una forma alle fibre delle "chips di legno"(prodotto dello sbriciolamento), e si stende su dei macchinari che sovrappongo più strati, facendone uscire uno solo grazie all'aiuto di presse e colle, infine il prodotto viene arrotolato in bobine. Questo processo è quello utilizzato nella nostra contemporaneità, ed è frutto di diverse innovazioni che si sono susseguite dalla prima metà del XIX secolo fino ad oggi.
La conseguenza più importante dell'invenzione di una carta più economica è quello dell'abbassamento dei costi di produzione di libri, riviste e giornali. Molte più persone così potettero comprarli e il tasso di alfabetizzazione cominciò a salire, soprattutto tra i ceti più poveri della società.
In questo link è presente una tabella che mostra in percentuale l'analfabetismo della popolazione delle nazioni più industrializzate del mondo dal 1861 al 1990. Questa tendenza ovviamente è anche legata ad altri fattori, come l'istituzione della scuola pubblica, oppure l'obbligatorietà della frequenza di essa.

I protagonisti della stampa

Ottmar Mergenthaler "il secondo Gutenberg" step #16

Francobollo tedesco del 1954,
per celebrare i 100 anni dalla
nascita, Wikipedia.
Il mondo della stampa ha al suo interno numerose figure di spicco, che sono state importanti per il suo sviluppo, e che hanno permesso che questa risorsa arrivasse fino a noi con il volto con cui la conosciamo. Uno tra questi è sicuramente Ottmar Mergenthaler, l'inventore della linotype. Mergenthaler era di origini tedesche (nacque il 10 maggio 1854 a Hachtel), era il terzo di tre figli di un insegnante e fin da piccolo mostrava interesse e capacità nell'ambito della meccanica. Il padre non poté sin da subito pagargli gli studi (doveva pagare quelli dei fratelli più grandi ), e per questo motivo cominciò a lavorare fin da piccolo nella bottega di un orologiaio.
Nel 1872 emigrò negli Stati Uniti(divenne cittadino a tutti gli effetti nel 1878), e andò a lavorare a Washington nella bottega del figlio del suo maestro orologiaio. Nella bottega affinò le sue tecniche e presto ne diventò comproprietario, grazie anche all'accrescersi della sua fama acquisita grazie ai numerosi brevetti depositati.
Tastiera di una linotype,
Wikipedia.
 Il progetto più importante fu sicuramente la linotype: questa stampante permetteva di stampare i caratteri (una vera e propria forgiatura), che in un secondo momento venivano posti manualmente per comporre la pagina. La macchina era complessa, ma i passaggi erano molto lineari, infatti erano presenti pompe, leve ed elevatori che permettevano sia al metallo fuso di porsi nella matrice del carattere, sia la fuori uscita del carattere forgiato, inoltre era presente una tastiera che facilitava l'inserimento delle lettere che componevano le pagine da stampare.
Il New York Tribune, ora
sito del Pace Plaza.
La linotype fu inventata (per quanto si racconta) anche grazie ad un certo Charles Moore che si presentò nella bottega di Mergenthaler, proponendogli la sua invenzione una macchina per stampa su carta, che però non funzionava, e gli chiese di apportargli delle modifiche, cosa che fece impiegando ben 10, alla fine dei quali riuscì nella creazione della macchina.
Il creatore della linotype, si trasferì a Baltimora(dove morì nel 1899) durante i dieci anni di lavoro, e presento nel 1886 la sua creazione al New York Tribune, proprietà di Whitelaw Reid, che aveva incentivato i suoi studi.
Possiamo tranquillamente dire che Ottmar Mergenthaler fu l'inventore della stampa moderna, cioè è constatabile che i metodi di stampa postumi, non furono altro che modifiche della linotype, come per esempio la stampa offset, che impiegava fogli di alluminio prestampati, trattati per fare aderire all'inchiostro soltanto nelle incisioni fatte a laser.

"Stampare" nella storia

"Stampare" nel Novecento step#15

Esempio di stampante offeset, Wikipedia.
Il Novecento è stato, sicuramente, uno dei secoli più costellati di eventi di rilevanza mondiale, infatti basta considerare le due guerre mondiali(che stravolsero gli equilibri economici, demografici e sociali che si erano instaurati nei primi anni del secolo), o la diffusione di internet(forse la più grande eredità che ci ha lasciato il Novecento). 
Il verbo stampare in questo secolo cambia completamente significato: passa a riferirsi da carta stampata con ancora un metodo facilmente riconducibile a quello usato da Gutenberg (carta stampata per trasferimento diretto, cioè la matrice della pagina da stampare a contatto con la carta), a carta stampata con metodi digitali in cui la pagina da stampare non è altro che un'informazione espressa tramite codici.
Prima pagina dedicata
all'impresa di Fiume
13 settembre 1919.
All'inizio del secolo, la stampa diventa più accessibile(anche per quanto riguarda i costi del produttore) grazie allo sviluppo della stampa offset, cioè una stampante che andava a imprimere l'inchiostro tramite una lastra di alluminio su cui era incisa la pagina. Il foglio di alluminio era trattato in modo tale che le parti incise fossero lipofile (l'alluminio è un materiale idrofilo), così da far ben aderire l'inchiostro, che poi veniva a contatto con la matrice che tratteneva l'inchiostro e lo trasferiva alle pagine tramite contatto diretto.
Prima delle due Guerre la stampa era il più grande mezzo di comunicazione, ed era utilizzato anche come oppiaceo per le masse (come successe con la tv, ricordiamo l'Istituto Luce), considerata la vera e proprio "quarta potenza" della politica. La stampa fu vista in una prospettiva completamente diversa dopo il 1945: il mondo iniziò sempre di più globalizzarsi e la stampa (insieme a radio e televisione) era uno dei mezzi privilegiati per la circolazione di informazioni. Dal punto di vista sociale risultò il miglior modo per combattere l'analfabetismo (obbiettivo fissato durante il '900), infatti i costi di stampa sempre minori, permisero a più strati della società la possibilità di comprare testi stampati.
Stampante digitale, Wikipedia.
Riguardo la stampa l'evento più importante durante il XX secolo fu sicuramente la stampa digitale: le matrici da stampare furono compattate in codici, e la stampante cominciò a stampare tramite laser (la prima nel 1969). Questo fece crollare i costi e i tempi di produzione, e inoltre aumentò a dismisura la precisione di stampa.
La stampa in seguito si differenziò in diversi tipi di stampa, che sfruttano diversi tipi di stampanti per esempio quelle a toner, a inchiostro, ma alcune hanno mantenuto la stampa laser (rispetto alle altre sono stampanti di piccole dimensioni). Questa differenziazione fu ciò che portò alle "stampanti domestiche", infatti già nel 1982, fu progettata la prima stampante laser da tavolo, dalla Canon.
Alla fine del secolo la stampa laser permise i primi prototipi di stampanti 3D, anche se a causa degli alti costi, le prime stampanti di questo tipo avranno prezzi accessibili solo nel secolo successivo (approfondimento stampante 3D qui).

"stampare" nella storia

"Stampare" nell'Ottocento step#14

Prima pagina del The Times
del 6 luglio 1863.
Fonte wikipedia.
Nell'Ottocento, lo "stampare" divenne una delle attività più importanti all'interno della società, soprattutto per quelle giunte ad un certo livello di industrializzazione, infatti si sviluppano alcuni dei giornali a livello mondiale come l'inglese "The Times" (nato negli ultimi anni del settecento per volontà di John Walter).
La stampa risente dell'eredità del Settecento, soprattutto per quanto riguarda la tecnologia sviluppata nel secolo precedente ovvero la macchina continua di Robert, che venne migliorata dai fratelli inglesi Fourdrinier, che la modificarono in grandezza e qualità meccanica, potendo così produrre fogli di carta migliori e di larghezza più ampia. Ovviamente non si ci fermò lì, ma si continuo a migliorare i macchinari per agevolare il più possibile il processo di stampa. Ad esempio nel 1822 William Church riuscir ad aumentare la produzione di caratteri, nel 1835, grazie a Godefroy Engelmann, si perfeziono la cromolitografia (una sua invenzione), cioè adesso era molto più semplice stampare a colori grazie a stampi chiamati cliché, ovvero stampi i zinco, con cui si potevano sovrapporre i colori, anche se per le sfumature, doveva sempre esserci un intervento materiale.
Linotype, Museo della
tecnica, Vienna.
l'evento più importante nel mondo delle invenzioni per la stampa, fu sicuramente l'invenzione della linotype, o linotipo in Italia, che fu inventata nella sua versione migliore nel 1881(versioni precedenti sono da ricondurre al 1840) dal tedesco Ottmar Mergenthaler. La macchina si compone da una tastiera a caratteri(come le future macchine da scrivere), che cliccati fanno muovere la matrice della lettera. Quando il tecnico("il linotipista"), finisce di pigiare tutte le lettere che formano la riga, le matrici vengono indotte in dei canali chiamati magazzini, dove veniva in seguito indotto il piombo fuso, e così stampata la lettera. Le lettere sì stampate cadevano dopo un breve periodo di tempo(erano inizialmente trattenute da alcuni denti presenti alla fine del canale, infatti la matrice veniva spostata dopo poco dalla stampa), e poi manualmente veniva creata la pagina.
In conclusione si potrebbe affermare che l'Ottocento fu un secolo proficuo per il mondo della stampa, e dove il verbo stampare venne usato molto più spesso per delineare azioni quotidiane.

"Stampare" nella storia

"Stampare " nel settecento step#13

Opera di San Alfonso
 De Liguori,
stampata dalla famiglia Remondini
Dopo la rivoluzione della stampa di Gutenberg, in Europa la stampa si afferma definitivamente nel Seicento e nel Settecento. In quest'ultimo periodo lo "stampare" porta dentro di sé un nuovo significato, ovvero quello di guadagno, infatti in Europa vengono fondate numerose tipografie, anche di grandi dimensioni come quella dei Remondini di Bassano del Grappa, che aiutano ad aumentare anche il numero di volumi presenti nei centri di commercio librario come ad esempio quello di Lipsia (la fiera del libro di Lipsia è una delle più importanti di Europa, nata nel XVI secolo), che vide tra il 1765 e il 1800 il numero dei titoli presenti passare da 1384 a 3906.
Le tipografie così cominciarono ad essere parte di un commercio molto ampio in cui cominciarono ad insorgere i primi problemi, uno tra tutti la proprietà intellettuale delle opere: le opere stampate venivano considerate di proprietà del tipografo, e non dell'autore. Il primo paese che riuscì a ovviare il problema fu l'Inghilterra con il Copyright Act (1709), emanato sotto il regno della regina Anna, che dava all'autore un'esclusiva di ventuno anni sull'opera. Nelle altre nazioni Europee si dovrà aspettare circa novant'anni prima che vengano emanate leggi simili sulla proprietà intellettuale, in particolare in Francia si avrà prima nel 1777, e poi nel 1791(una delle leggi rivoluzionarie) e in Italia verrà emanata nel 1801 dalla Repubblica Cisalpina.
Frontespizio
dell'Encyclopedié,
Wikipedia.
Tutta questa disparità tra "colleghi" porto a una profonda differenza tra le condizione economiche degli scrittori inglesi e degli scrittori europei: mentre in Inghilterra lo scrittore ricopriva una professione vera e propria, quindi viveva di ciò che scriveva, nel resto d'Europa lo scrittore era costretto a vivere in condizioni precarie, dovendo molte volte lottare con lo stampatore per avere un compenso, o addirittura essere costretto a diventare stampatore delle proprie opere(pratica molto diffusa in tutto il '700). Quest'ultimo fenomeno portò ad avere figure ibride tra l'editore, e il libraio(figure che poco prima si stavano distinguendo e separando).
La moltitudine di tipografie permise un abbassamento dei costi dei libri stampati (anche per concorrenza) e questo permise a un pubblico sempre più largo, ad avvicinarsi alla lettura. I libri che vennero stampati in questo secolo abbracciano tutti gli interessi della popolazione, quindi abbiamo sia una lettura erudita, come testimonia la stampa della "Encyclopédie" di Diderot e D'Alembert, ma anche una lettura popolare legate al venditore ambulante. 
La macchina di Robert,
Wikipedia.
Lo "stampare" durante il secolo va avanti non solo in numero di stampe, ma soprattutto nelle modalità, infatti è un mondo che continua ad evolversi, grazie a innovazioni come la "macchina continua" di  Louis Nicolas Robert: fu una delle invenzioni più importanti per quanto riguarda la produzione di carta (basti pensare che è il metodo ancora oggi utilizzato, cambiano soltanto le dimensioni e i materiali di cui è formata la macchina), infatti lo scarseggiare di stracci(elemento essenziale per la produzione delle pagine dei libri) portò ad adoperarsi con altri materiali, in questo caso la pasta di legno, che fece abbassare i costi di produzione della carta.
La macchina era formata da una tramoggia, da una ruota a tazze, da una griglia e da due cilindri. Si versava la pasta di carta raffinata nella tramoggia, la ruota a tazze la versava sulla griglia(dove sgocciolava l'acqua in eccesso), e concludeva il suo percorso tra i due cilindri, da cui usciva il foglio di carta finale.
Un altro passo importante fu quello della Litografia, che nacque nel Settecento, ma ebbe la sua massima espressione nell'Ottocento.

"Stampare" nella storia

Le conseguenze della stampa fino al 1600 step#12 parte 2

La prima cosa per cui fu usata la stampa nel 1500 fu quella di diffondere idee, soprattutto religiose. I bassi costi permisero a più fasce della popolazione di comprare libri e volumi vari, permettendo un assottigliamento delle differenze culturali all'interno della piramide sociale.
Lutero illustra le sue 95 tesi
appena affisse,

Ferdinand Pauwels.
Uno dei primi libri redatti e pubblicati fu ovviamente la Bibbia (ancora oggi il libro più stampato al mondo), questo permise alla Chiesa Cattolica di esprimere ancora meglio il proprio potere sulla cultura , ma da lì a poco la stampa fu utilizzata  anche da Martin Lutero: un teologo e accademico tedesco , che fu il primo a denunciare le "oscenità" all'interno della Chiesa, soprattutto per quanto riguardava il comportamento dei suoi componenti. Lutero pubblicò le sue 95 tesi, un elenco, che secondo tradizione affisse alla porta della chiesa del castello di Wittenberg, in cui criticava punto dopo punto la Chiesa di Roma, la Dottrina Cattolica, ma soprattutto la dissolutezza dei membri ecclesiastici.
La fortuna di Lutero fu quella di trovare diversi principi tedeschi (ricordiamo che il territorio dell'odierna Germania era diviso in diversi piccoli principati, dipendenti dall'imperatore che veniva eletto tra i principi), che per essere indipendenti dalla Chiesa, appoggiarono le sue idee commissionando anche la stampa delle tesi, dando vita al periodo della  della cosiddetta "Riforma protestante": si ebbe un secondo scisma che questa volta interessò soltanto l'Europa, che mise in contrapposizione i sostenitori della Chiesa e quelli di Lutero.
Stampa del Concilio di Trento tenutosi
nella Chiesa di Santa Maria Maggiore
Lo scisma sarà causa di diverse guerre e scontri in Europa (come la strage della Notte di San Bartolomeo) poiché la Riforma portò un'ondata di apertura verso alternative religiose come quella di Calvino e alcuni Stati si schierarono a favore della Chiesa, come per esempio la Spagna.
Agostino Carracci, Frontespizio della prima edizione illustrata della Gerusalemme Liberata, 1590.jpg
Frontespizio della I edizione della
"Gerusalemme liberata"
,
a cura di Agostino Carracci
Da lì a poco la stampa visse uno dei suoi momenti più bui della sua storia perché la Chiesa Cattolica andò a rispondere alla Riforma con la Controriforma: un provvedimento travagliato che vide l'interesse di diversi Papi con idee contrastanti (come Giulio II, favorevole ad un confronto con i luterani, e Paolo IV, convinto del fatto che la riforma doveva essere fatta solo dalla sede petrina), e che portò ad un rinnovamento dal punto di vista spirituale, teologico e liturgico.
La Controriforma fu stilata durante il Concilio di Trento.      
Uno dei provvedimenti previsti era quello di stilare un elenco di libri, in continuo aggiornamento, chiamato Indice dei libri proibiti, e che raccoglieva i titoli dei libri banditi dalla Chiesa, perché ritenuti dannosi. L'Indice avrà un importante ruolo nella vita di alcuni scrittori, come quella di Tasso, ossessionato dalla paura che la sua opera "Gerusalemme liberata", venisse inclusa in esso, e infatti per questo motivo la riscriverà chiamandola "Gerusalemme conquistata", nonostante il Congresso dell'Indice (l'organo con il compito di curare l'Indice), aveva dato il via libera alla prima edizione.

"Stampare" nella storia

La declinazione del verbo dal 500 al 1600 step#12 parte 1

Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, a fare da padrone nella scena mondiale è sicuramente l'oriente con il suo Impero Romano, che rimarrà una certezza per circa altri mille anni.  L'Impero Romano D'oriente, fece pur non volendo da tramite tra Asia e Europa, esportando anche nuove tecnologie, tra queste la stampa. La stampa fu inventata in Cina (600 circa, anche se qualche studioso suppone che sia un'invenzione antecedente), e inizialmente si adoperavano degli stampi in legno che permettevano un aumento della produzione di testi scritti. I primi testi stampati furono degli insegnamenti buddisti, ma non mancano i libri, infatti il primo testo completamente stampato fu prodotto nell'800 circa e si parla de "Il Sutra del Diamante" (Wikipedia): un libro che parla di un dialogo del Buddha, e che quindi ha una grande rilevanza dal punto di vista religioso-spirituale.
Sutra di Diamante, immagine dal web
La stampa rimarrà un qualcosa di poco utilizzato perché i carattere incisi in stampi di legno o di argilla (come si farà successivamente), non permettevano una veloce copia dei testi della società occidentale, dove la cultura era un qualcosa riservata a pochi e inoltre esisteva la figura dell'amanuense: generalmente faceva parte della comunità ecclesiastica, ed aveva il compito di trascrivere a mano diversi volumi, e generalmente erano scritti filosofici soprattutto di pensiero cristiano oppure ritenuti importanti, come gli scritti di Aristotele, visti come i più importanti dopo la Bibbia. A causa di questa "discriminazione", molti scritti verranno persi parzialmente o totalmente, questo è il caso di numerosi testi latini, che per lunghezza (per trascrivere un libro un amanuense impiegava circa un anno), o per contenuti, sono stati messi e quindi perduti.
Xilografia che mostra la stampa
a caratteri mobili,

fonte Wikipedia
Tutto questo rimarrà invariato fino al Medioevo. Nel rinascimento l'uomo comincia a interessarsi al mondo che lo circonda e inoltre comincia a affinare tecniche di lavorazione di nuovi materiali, ovvero i metalli. Questo aiutò Gutenberg, un orafo tedesco(conosceva bene le tecniche di lavorazione dei metalli),a proporre un nuovo metodo di stampa: la stampa a caratteri mobili. Questo metodo (che esisteva già in Cina da circa 400 anni) consisteva nel disporre i caratteri su una pagina preimpostata (si creava la matrice della pagina), che al contrario della Xilografia era molto meno costosa, perché a differenza di quest'ultima la matrice non in legno, era molto più resistente, di conseguenza non era necessario riprodurla spesso.
La stampa proposta da Gutenberg ebbe molto successo per velocità e costi, infatti permise la realizzazione di circa 12 milioni di copie di otre 30 mila titoli in soli 50 anni.
Da lì a poco la stampa permise uno sviluppo culturale più omogeneo.
Nello scenario europeo è importante sottolineare il ruolo dell'Italia: fu il secondo paese europeo in cui vennero stampanti dei libri grazie Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz, giunti sulla penisola probabilmente per volere di Nicola Cusano. Abbiamo quindi le stampe di libri come il De oratore, ma anche volumi di grammatica per ragazzi come il Donatus pro Puerilis, oggi disperso.



La storia della stampa


La storia della stampa step#2


È più che ovvio che il verbo stampare sia nato per la necessità di indicare un'azione(come tutti gli altri verbi), ma una parola non nasce mai da sola, infatti sostantivi, verbi e aggettivi generalmente in una lingua nascono insieme tutta dalla stessa radice, quindi oltre stampare avremo l'aggettivo "stampato", e il sostantivo "stampa". Stampa però oltre che indicare un foglio stampato, indica anche tutto il complesso di persone, invenzioni e innovazioni legate allo "stampare".
Potremmo tranquillamente dire che la stampa è una delle invenzioni più importanti nella storia dell'umanità perché ha permesso la diffusione di opere letteraria su larga scala e in modo molto economico, sia per quanto riguarda il tempo necessario che per la manodopera; nasce in Cina intorno al 600 d.C. anche se alcune testimonianza fanno credere che sia stata un'invenzione antecedente(fonte Wikipedia). 
Inizialmente si trattava di stampe che avvenivano grazie all'ausilio di blocchi di legno intagliati che, impregnati di inchiostro, lasciavano "l'impronta" grazie alla pressione fatta. Ma chi fece divenire la stampa ciò che cambiò il mondo fu Gutenberg, un orafo tedesco che modificò l'invenzione cinese creando la stampa a caratteri mobili con punzoni in acciaio e non di legno o in bronzo(gli ultimi utilizzati in cina come alternativa al legno). In questo modo si riusciva a creare le pagine molto più velocemente, anche grazie alla diffusione di un nuovo mestiere il "mastro tipografo".
Andando avanti nel tempo la stampa fu utilizzata anche come oppiaceo per le masse, infatti essa permise oltre che alla possibilità di distribuire cultura nel mondo, anche a fare passare idee moralmente sbagliate come giuste. Questo fu il caso del "Signal", che si può considerare come la principale rivista nazista, che riuscì in 5 anni, ad essere la rivista più venduta in tutta Europa toccando picchi anche di 2,5 milioni di copie vendute annualmente(1943).
In seguito nel periodo della cosiddetta "Guerra Fredda"(1947-1991), ovvero quando il mondo si vide diviso in due grandi blocchi, il blocco filo-sovietico e quello filo-americano, la stampa fu il mezzo che permise la diffusione di idee diffamatorie da parte dei sovietici nei confronti degli americani e viceversa. 
Nel periodo di storia contemporaneo, la stampa ha lasciato il posto alla digitalizzazione,  che ha globalizzato la diffusione delle idee, rendendole disponibili in pochi millesimi di secondo, a quasi ogni uomo del mondo.
In conclusione il verbo "stampare" nel tempo si è evoluto da "pigiare", "imprimere" (vedi post)  a "digitare".
La fonte del video allegato è youtube.

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Approfondimento step#24