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Approfondimento step#6

La guerra fredda e le sue ripercussioni sulla società

In blu lo schieramento filo-americano,
in rosso lo schierameto filo-sovietico.
In giallo, stato cuscinetto(Finlandia),
e in rosa stato "neutrale" (Jugoslavia).
Il periodo denominato della "Guerra Fredda" è un periodo di tempo perdurato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale(2 settembre 1945, con la resa del Giappone dopo i due bombardamenti nucleari), alla caduta dell'URSS (1991, ma ufficialmente il 2 gennaio 1992, quando la Russia si dichiarò l'indipendenza dall'Unione). 
Questo periodo fu segnato da una tensione palpabile causata dalla creazione di due veri e propri blocchi politici opposti, ovvero la sfera filo-sovietica e la sfera filo-americana. Le due sfere di influenza dividevano il mondo in un modo così netto che a causa del loro gareggiare in forza e potenza militare (e non solo), si combatterono numerosi conflitti, i cui vennero meno i diritti umani di moltissime popolazioni (basti pensare alla Guerra del Vietnam o alle condizioni in cui erano costretti a vivere i cittadini della Germania Est).
In sintesi si potrebbe affermare che le due nazioni non arrivarono mai ad un conflitto armato sui propri territori, ma attecchirono in conflitti per competere tra di loro.
In realtà ci furono delle situazioni positive soprattutto per quanto riguarda la ricerca in campo ingegneristico-bellico e energetico. Lo sviluppo degli ordigni nucleari portò alla scoperta dell'energia resa disponibile dalla fissione nucleare anche grazie agli studi di fisici, come Enrico Fermi, italiano naturalizzato statunitense, considerato da molti padre della bomba atomica.
Altro progresso umano durante la Guerra Fredda è sicuramente l'allunaggio, infatti, fu proprio grazie alla competizione che furono creati numerosi progetti spaziali, tra i quali il famosissimo Apollo 11, che fu la prima spedizione in cui l'essere umano riuscì anche a tornare indietro sano e salvo. 
Qui il link per quanto riguarda un video-racconto dell'evento.

Altro esempio di "stampare" nella poesia

L'uso in Manzoni del verbo "stampare"

Visualizza immagine di origineManzoni usa in uno dei suoi componimenti più importanti, "5 Maggio"(testo completo con parafrasi qui),  in cui l'autore discute sulla figura di Napoleone deceduto poco tempo prima sull'Isola D'Elba (dove era in esilio).  L'autore nella sua ode usa il verbo "stampare" per paragonare Napoleone a una delle opere più belle di Dio (verso 36), per sottolineare la stima che Manzoni riserva nei confronti di Napoleone, che lo raffigura come simbolo della potenza divina, un disegno così grande che nessun uomo avrebbe potuto mai immaginare fosse possibile. Potremmo considerare Manzoni in contrapposizione con il pensiero di Foscolo (molto anti-napoleonico) , che visse come un tradimento il Trattato di Campoformio, con cui Napoleone donò la Repubblica di Venezia all'Impero Austro-Ungarico.
Strofa in cui è presente il verbo:

               ...
Fu vera gloria? Ai posteri
L'ardua sentenza: nui
Chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
Del creator suo spirito
Più vasta orma stampar.
               ...

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